La fase tardo-arcaica e classica

La terza fase edilizia registrata nel sito di S. Marco NE a Kaulonia (Kaulon) si data al periodo compreso tra la metà del VI e i primi decenni del V secolo a.C.

Fig.1

Ad essa appartengono strutture realizzate con tecniche edilizie non difformi da quelle delle fasi precedenti (fig. 1, in verde), fatta eccezione per un muro a direzione nord-sud che reimpiega nelle estremità due blocchi squadrati (fig. 2).

Fig.3

L’ambiente domestico che questi muri delimitano è caratterizzato dalla presenza di una teca quadrangolare, priva di fondo e copertura, realizzata con tegole piane messe in opera di taglio e larga 1 metro x 1 metro (fig. 3); al suo interno sono state rinvenute un’olla da fuoco e poche ossa combuste (fig. 4).

Fig.2

Fig.4

Questo tipo di installazioni – note anche come vaschette o cassette  – hanno funzioni di volta in volta variabili: possono essere utilizzate per la decantazione dell’argilla impiegata nelle botteghe ceramiche; vi si possono riporre vasi di grandi dimensioni in funzione di magazzino/ dispensa o – ipotesi più probabile nel caso della nostra teca -  potevano esservi espletate pratiche relative a forme di devozione domestica. In questa fase cominciano a comparire nel sito importazioni di ceramica attica figurata, segno dell’inserimento di Caulonia nella più importante rete di traffici commerciali dell’epoca.

  

La “Casa del Personaggio Grottesco”

Intorno al 470 a.C. una nuova unità abitativa detta “Casa del Personaggio Grottesco”, composta da due ambienti – vani α e β – aperti su di un ampio cortile (figg. 5-6), si sostituisce alle strutture tardo-arcaiche. I muri sono realizzati sempre in pietrame e ciottoli di grandi dimensioni; quelli dei lati nord ed est hanno fondazioni profonde nei cui angoli sono stati riutilizzati grossi blocchi squadrati.

Due delle pareti interne al cortile, inoltre, sono rivestite con tegole paraguttae per impedire le infiltrazioni d’acqua (fig. 6), secondo una tecnica ampiamente documentata, oltre che a Caulonia, in tutta la Magna Grecia e la Sicilia.

Una canaletta con fondo formato da tegole piane raccoglieva le acque e le convogliava verso la strada nord-sud che corre lungo il lato orientale dell’edificio (figg. 5-6).

Gli ornamenti architettonici (fig. 7) e la notevole qualità dei materiali restituiti dai livelli d’uso dimostrano che si tratta di un’abitazione di un certo rilievo 

Fig.5

Fig.6

Fig.7

Fig.7

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno sguardo al mito

Tra le importazioni attiche segnaliamo un frammento forse di cratere con la prima – e per ora unica – raffigurazione mitologica che ha per protagonisti Eracle che uccide un’amazzone in armamento oplitico. La lettura della scena offre intense suggestioni: secondo alcuni studiosi, infatti, la più antica storia di Caulonia è legata nel mito alla vicenda dell’amazzone Clete, raccontata nella controversa Alexandra di Licofrone. Clete, nutrice di Pentesilea, naufragò sulle coste dell’Italia meridionale durante le peregrinazioni in cerca del corpo della sua signora, perita per mano di Achille durante la guerra di Troia. Nel luogo dell’approdo l’amazzone fondò una città che fu poi governata dalle sue discendenti, tutte sue omonime; l’ultima Clete generò un figlio, Kaulon, la cui città fu distrutta dai Crotoniati profondamente devoti ad Eracle, l’altro protagonista della scena raffigurata sul nostro frammento.

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