La fase arcaica dell’abitato di S. Marco NE

L’interesse dei Greci per l’Occidente si manifesta ben prima della fondazione delle colonie con una frequentazione delle coste della penisola che, attestata già dall’epoca micenea, si incrementa nel corso dell’VIII secolo a.C.

 

Fig.1

Fig.2

A Kaulonia, nel sito di San Marco, le prime presenze greche sono testimoniate da ceramiche a decorazione geometrica databili nell’arco della seconda metà dell’VIII secolo a.C. I ritrovamenti di Kaulonia (Kaulon) si inseriscono in un quadro che caratterizza in questo periodo numerose località della costa ionica. Diversi centri hanno, infatti, restituito ampie testimonianze di rapporti commerciali e culturali tra Greci e Indigeni, attuati attraverso una rete di siti posti su direttrici costiere o lungo vie di penetrazione verso l’entroterra. I “fossili-guida” per questa prima fase di contatti con il mondo greco sono costituiti da vasi per bere quali le protokotylai e le kotylai Aetos 666 (figg. 1-2), che si rinvengono anche nel più antico insediamento greco in Italia meridionale, Pitecusa.

 

Fig.3

Fig.4

A partire dall’ultimo quarto dell’VIII sec. a.C. aumenta la presenza greca stanziale in Italia meridionale e Sicilia attraverso le varie tappe di quell’importante processo storico conosciuto come “colonizzazione greca”.

Fig.5

Manufatti peculiari del periodo sono i vasi appartenenti alla classe di Thapsos, caratterizzati da una decorazione a pannelli con motivi geometrici più o meno elaborati (fig. 3).

La fase più tarda di queste produzioni, collocabile negli ultimi decenni dell’VIII-inizi del VII secolo a.C., è rappresentata da vasi che riportano unicamente decorazioni lineari: a questo periodo appartengono i frammenti rinvenuti nello scavo di S. Marco (figg. 4-5).

 

Fig.6

Da questa momento (fine VIII-inizi VII secolo a.C.) il sito di S. Marco è stabilmente abitato da Greci, come dimostrano i reperti archeologici che si rinvengono senza soluzione di continuità nel corso della prima metà del VII sec. a.C. e che, per questa fase, non risultano ancora collegabili a strutture.

Soltanto nella seconda metà del secolo stesso compare un primo tratto di muro, realizzato in ciottoli fluviali e pietre di medie dimensioni e disposto in senso est-ovest secondo un orientamento che rimarrà inalterato fino all’epoca classica (fig. 6 e 8, in arancio).

Immediatamente successiva (fine VII-inizi VI sec. a.C.) è la struttura a L (figg. 7-8, in blu) anch’essa realizzata in ciottoli e pietre, che delimita probabilmente un’unità abitativa suddivisa in due ambienti da un leggero tramezzo. Ad essa sono riferibili numerose ossa, tra le quali si segnalano due mandibole di maiale (fig. 9) inglobate in strati caratterizzati dalla presenza di lenti di cenere; immediatamente all’interno della struttura a L è stato rinvenuto, inoltre, un vaso troncoconico intero (fig. 10).

Fig.7

Questo insieme di elementi ci permette di ricostruire la natura di alcune delle attività svolte nell’abitazione, poiché l’associazione di vasi potori, ossa e bruciato è un chiaro riferimento a pratiche conviviali espletate attraverso pasti rituali, riferibili a espressioni di religiosità domestica.

Fig.8

Fig.9

 

 

 

 

 

 

Fig.10

 

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