Le indagini archeologiche a S. Marco NE

L’Università di Firenze lavora dal 2003 all’esplorazione archeologica di un settore collocato in un punto nevralgico dell’antico tessuto urbano di Kaulonia (Kaulon). 

 

Fig. 1

Le indagini riprese dall’Università di Firenze con campagne di scavo annuali, hanno riguardato essenzialmente l’approfondimento e l’ampliamento del saggio SAS II, di quel settore cioè compreso tra il mare ad est, la strada ferrata Taranto-Reggio Calabria ad ovest, l’area di Casamatta a sud, la foce della fiumara Assi a nord, che abbiamo inteso definire meglio topograficamente come settore S. Marco nord-est, (fig. 2) per distinguerlo da quello più a monte nel quale insistono, oltre ai ruderi della chiesetta medievale dalla quale prende il nome la località, le strutture della statio romana.

 Fig. 2

Affacciato sul mare, a metà strada tra la fiumara Assi (antico approdo per la navigazione di piccolo cabotaggio) e il santuario di Punta Stilo, l’abitato in località S. Marco Nord-Est ha restituito cospicui resti di strutture appartenenti a più periodi.

Fig. 3

Le indagini più recenti hanno permesso di individuare tracce di frequentazioni consistenti già dalla metà dell’VIII secolo a.C. indiziate da materiali d’importazione corinzia quali frammenti di protokotylai e kotylai Aetos 666, mentre frammenti di coppe tipo Thapsos rinvenuti qui come in altri settori dell’antico perimetro urbano indicano che la presenza greca nel sito diviene stabile a partire dagli anni finali dello stesso secolo. Ceramica d’importazione e di produzione coloniale documenta nei periodi successivi la continuità di vita dell’insediamento, ma si tratta di materiali non ancora collegabili a strutture che compaiono, invece, solo a partire dalla fine del VII e nel corso del VI secolo a.C. (figg. 3 e 4, fasi in arancio, blu e verde; fig. 5, foto della teca della fase verde).

 

Fig. 4

Fig. 5

Immediatamente successiva è la casa di periodo classico denominata “Casa del Personaggio Grottesco” dalla matrice rinvenuta nell’ambiente α (fig. 6, in basso a sinistra), costituita da due ampi vani aperti su un grande cortile (fig. 3, in giallo; fig. 6 ). Da qui provengono suppellettili domestiche ed ornamenti architettonici che sembrano alludere all’alto livello sociale dei proprietari e che testimoniano il pieno inserimento della città nei principali circuiti commerciali dell’epoca. Questo edificio si apre su un asse viario orientato in senso N-S, impiantato sin dall’epoca tardo-arcaica, del quale possediamo unicamente la misura in larghezza -m 6,65- attestata dal rinvenimento sul lato Est di una struttura abitativa analoga alla suddetta casa per tecniche costruttive, qualità e modalità di distribuzione dei materiali rinvenuti.

Fig. 6

La fase edilizia più recente risale al periodo ellenistico ed è rappresentata da un edifico di proporzioni ragguardevoli (fig. 3, in rosso; fig. 7, in verde) i cui limiti non sono ancora stati interamente definiti a causa della presenza sui lati Est e Sud di una strada moderna. L’edificio sembra avere pianta quadrangolare con divisioni interne scandite da setti murari aperti verso una zona centrale; il suo orientamento E-W, completamente divergente da quello Nord-Sud delle strutture appartenenti a tutte le fasi precedenti, e l’obliterazione dell’asse viario sono segni evidenti dei rivolgimenti che portarono nel corso del III secolo a.C. ad un totale riassetto dell’impianto urbano (fig. 3, in rosso).
L’edificio in questione viene ampiamente reimpiegato nei secoli successivi fino a quando, in periodo tardo antico, viene impiantata una piccola necropoli che costituisce, quindi, l’ultima fase di vita individuata nel sito di S. Marco Nord-Est.
I rinvenimenti archeologici attestano, dunque, in questo luogo la presenza di un insediamento che, senza soluzione di continuità, vive dal periodo mediogeometrico tardo (metà dell’VIII secolo a.C.) fino ad epoca tardoantica (VI-VII secolo d.C.).

Fig. 7

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